Milan, Pioli: “Facile allenare i grandi calciatori. Contento per i tifosi”

Pioli sul ruolo degli allenatori – Stefano Pioli, allenatore del Milan, ha parlato ai canali ufficiali del club rossonero di vari argomenti legati alla professione da allenatore. L’allenatore ha parlato delle sue esperienze passate da allenatore ed è contento del ritorno dei tifosi allo stadio.

Pioli sul ruolo degli allenatori: “E’ un mestiere dove non stacchi mai la spina”

Queste le parole del tecnico rossonero: “L’unico momento dove onestamente riesco a staccare per qualche giorno è durante la sosta. Perché adesso il nostro format prevede sette partite in venti giorni, e lì chiaramente non riesci a staccare. Mia moglie mi dice spesso: “Parlo ma non mi ascolti”, perché ovviamente le idee e la testa vanno sempre lì. Invece durante la sosta, la prima settimana che non c’è l’impegno della domenica, riesco a fare qualche uscita in bicicletta, qualche partitina a paddle, o semplicemente una passeggiata col cane e pensare ad altro. Come te mi piace molto guardare lo sport, mi rilassa. Quando non c’è la partita riesco un pochettino a staccare. A me piace giocare alla sera, finisce la rifinitura del mattino e nel primo pomeriggio riesco ad avere un po’ più di tempo per prepararmi, arrivo meglio”.

Sui ritiri:
“Ero molto abituato ad andare in ritiro, sia da calciatore che da allenatore ,ora sono 3-4 anni, prima a Firenze e ora qua al Milan, che non ci sono i ritiri. Quando giochiamo la sera a San Siro poi la mattina dopo ci alleniamo a Milanello e stiamo sempre insieme. Anche in trasferta, partiamo al mattino per poi giocare la sera. Preferiamo fare, soprattutto quando giochiamo durante la settimana, il riposo dopo la partita qui a Milanello. Stare a casa ci rende più sereni e concentrati anche perchè i ritiri non sono più quelli di una volta. Adesso ci sono le cose elettroniche”.

Sui tifosi rossoneri: 
“È importante che ci sia sostengo e fiducia, soprattutto per quello che abbiamo passato senza tifosi. Abbiamo capito quanto sono importanti, è bello averli in determinate partite”.

Sulla gestione dei campioni:
“La difficoltà è soprattutto dei compagni di squadra, non tanto nostra. Quando parliamo di campioni parliamo di campioni a livello umano, professionale. Hanno una competitività così forte, interiore che non è difficile allenarli. È più il rapporto che si crea con gli altri… Quello che fai tu con il campione può creare qualche situazione un po’ così al limite. Alla fine secondo me la differenza la fa sempre l’intelligenza delle persone del gruppo che alleni. Questi campioni pretendono, e alzano il livello di tutto l’ambiente. Il problema è quando trovi persone o giocatori tra virgolette normali che invece pensano di essere qualcosa di più”.

Come comunichi durante la partita?
“Mi piacerebbe farlo di più, io sarei per introdurre il time out anche nel calcio. Poi sarei anche per il tempo effettivo nel calcio, metterei a metà primo tempo un time out per essere con il mio intervento più specifico, più preciso; poi è chiaro, trasferisco tutto nell’intervallo. Cerco di abbinare un po’ di situazioni tecnico tattiche precise con un po’ di motivazione per far viaggiare bene il resto della partita”.

Sull’aiuto dei suoi collaboratori Pioli ha detto: 
“Io voglio proposte, idee, ma poi decido io. Però voglio proposte, che possono portare a dei risultati migliori. La cosa che mi piace di più è preparare le strategie di squadra insieme ai miei collaboratori e insieme prendere una decisione. Mi piace però quando le decisioni si rivelano giuste (ride, ndr). L’importante è fare una proposta, significa che dietro c’è un lavoro e una preparazione”.