Serie A, quarantena e tamponi ogni 48 ore: i dettagli del nuovo protocollo

Cosa succede se c'è positivo Serie A

Nuovo protocollo Serie A, la FIGC ha inviato al Governo gli aggiornamenti sulle norme di sicurezza da adottare per la ripartenza del campionato. Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a sua volta lo ha girato al Comitato Tecnico Scientifico.

Nuovo protocollo Serie A: i dettagli

Nello specifico, il protocollo in questione prevede punti essenziali per evitare un nuovo stop in caso di positività di un giocatore al Covid-19. Qualora dovesse verificarsi tale circostanza, soltanto il soggetto interessato verrebbe isolato mentre il resto della squadra andrebbe in ritiro. Nello specifico, la norma da seguire è riportata così in un documento pubblicato dal Corriere dello Sport:

“In caso di accertata positività, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato mentre tutti gli altri componenti del gruppo squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata (…), a tampone (anche rapido) ogni 48 ore per 2 settimane, oltre ad esami sierologici da effettuarsi la prima volta all’accertata positività e da ripetersi dopo dieci giorni. Nessun componente del gruppo squadra potrà avere contatti esterni, pur consentendo al gruppo isolato di proseguire gli allenamenti”.

Insomma, il calciatore positivo finirebbe in isolamento così come gli altri compagni di squadra che però – sottoponendosi al tampone ogni due giorni per due settimane – potrebbero continuare ad allenarsi. In questo modo, impedendo lo stop delle sedute, la continuità del campionato sarebbe assicurata. Sempre a proposito di allenamenti, quest’ultimi non dovrebbero più prevedere alcun distanziamento sociale tra i calciatori: solo allenatore e staff tecnico dovranno indossare la mascherina e stare a due metri di distanza.


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Tamponi al posto del ritiro

Altra novità prevista è la frequenza dei tamponi per le squadre che non registreranno positivi. Per scongiurare l’ipotesi maxi-ritiro e permettere a giocatori e staff di tornare a casa dopo l’allenamento, i test si effettuerebbero ogni quattro giorni. A questo punto si attende solo la risposta del CTS, che dovrebbe arrivare nel giro di in un paio di giorni. Nel frattempo, l’UEFA – vista l’incertezza sulle possibilità di ripresa che sta investendo diverse nazioni come l’Italia – ha deciso di far slittare di qualche giorno rispetto al 25 maggio la deadline indicata in precedenza.