Coronavirus, Lippi: “In Cina chi scappava è stato giustiziato, in Italia vanno a sciare”

Lippi su coronavirus Italia Cina – L’emergenza Coronavirus è ormai vicina ad essere una pandemia che sta coinvolgendo l’intero pianeta. Da questa mattina le regole imposte nelle “ex” zone rosse sono diventate legge su tutto il territorio italiano. Una decisione che speriamo faccia comprendere a tutto il popolo italiano, e non solo, l’emergenza che stiamo vivendo.

Lippi su coronavirus Italia Cina

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A tal proposito, parole molto dure sono state usate dall’ex CT della Nazionale italiana e cinese, Marcello Lippi. L’allenatore ha spiegato come in Cina è stato affrontato il problema:

“Mi hanno detto che stanno migliorando molto le cose. In Cina ci sono stati numeri eccezionali, ma l’hanno affrontata con tanta decisione e severità. Per esempio qui in Italia ho sentito dire che una persona contagiata era scappata dalla zona rossa per andare a sciaree poi si è fatta male e l’hanno curata. Laggiù invece chi è scappato dalle zone rosse l’hanno giustiziato”.


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“Sono molto più severi nel far rispettare le leggi. Hanno dei medici e degli scienziati importanti e stanno pian piano trovando la maniera di uscirne. Mi hanno detto che stanno migliorando le cose, che stanno aumentando tantissimo i guariti e credo che riprenderanno il campionato a metà aprile”.

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“È il momento di prendere delle decisioni. Da sportivo mi sento di dire al ministro che per i calciatori è quasi impossibile che non si abbraccino dopo un gol. Bisogna prendere delle decisioni, io penso che il campionato verrà fermato, ed è anche giusto farlo. Fermare il calcio, però, significa non solo fermare il campionato ma anche non fare allenare le squadre. Poi dovrebbe fermarsi anche tutto il resto”.

 

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