ESCLUSIVA – Inacio Pià: “Ibra gioca come se avesse 27 anni”

Intervista Inacio Pià – Ai nostri microfoni ha parlato Inacio Pià, Agente sportivo e Partners della Fedele Management, sottolineando l’importanza di Zlatan Ibrahimovic nei rossoneri e non solo.

LA NOSTRA INTERVISTA ESCLUSIVA ALL’AVVOCATO VIZZINO

Intervista Inacio Pià: le dichiarazioni

Da Agente, ma soprattutto da capo scouting Brasile, cosa ne pensi dei settori giovanili in Italia?

“Questo è un tasto molto bello. In Italia a livello giovanile ci sono tantissimi talenti e dal mio punto di vista bisogna crederci di più. Abbiamo visto negli altri Paesi che se ci credi tanto, il settore giovanile ti può dare anche qualcosa di importante in Nazionale, infatti in Italia la nazionale maggiore è venuta a mancare. Penso che l’Italia a livello di prospettiva e di squadre è uno dei paesi più importanti a livello giovanile, bisogna crederci di più”.

A tal proposito, un anno fa avevi fatto il nome di Amad Diallo Traorè, acquistato poi dal Manchester United per 40 milioni e che ha segnato anche contro il Milan. Oggi c’è qualche altro giocatore che senti di consigliare ai club italiani?

“Amad Traorè veniva da un settore giovanile che penso sia il migliore in Italia, quello dell’Atalanta. Per come lavorano, per l’attenzione che danno dalla prima squadra fino ai bambini, è una politica societaria che viene utilizzata come modello in Italia e non solo. Oggi come oggi dire un nome ben preciso è difficile, perchè è più di un anno che non giocano”.

Proprio in casa Atalanta tu hai mosso i primi passi da calciatore, proprio come tuo figlio Samuele Inacio, classe 2008. Cosa ci dici di lui?

“Su Samu ormai sono 6 anni che è a Zingonia, è un ragazzino che ha tante qualità, non lo dico da papà. Il percorso che sta facendo, avendolo fatto anche io in passato, so che è molto difficile, ma ha tante qualità. Detto dagli addetti ai lavori e dalle grande squadre in Italia è il 2008 più forte in circolazione ed infatti gioca con i 2007. Però è sempre un bambino di 12 anni, che si deve divertire, perchè ogni fase ha il suo scopo e adesso si deve divertire”.

In ottica Milan, ti aspettavi questa stagione?

“Sinceramente non pensavo che potesse partire così forte, è stata una grande sorpresa il fatto che sia riuscito ad essere primo per tutto il girone di andata ed era normale avere un calo per una squadra che è riuscita a mantenere un rendimento importante. In questo momento è sotto l’Inter, ma il campionato è ancora aperto; il Milan è una squadra viva e potrà lottare fino alla fine per lo Scudetto, anche perchè visto il grande girone di andata sarebbe meritatissimo”.

Se dovessi dare un tuo pronostico sul Campionato, vedi l’Inter favorita?

“Oggi come oggi sì perchè è prima ed è una squadra che era partita con altri obiettivi come andare avanti in Champions League e la Coppa Italia ed è rimasta solo in corsa per lo Scudetto, anche se mancano ancora tante partite”.

Da ex calciatore quanto ha influito l’arrivo di Ibrahimovic, anche in ottica spogliatoio?

“Tantissimo, in passato già avevo detto che l’arrivo di Zlatan ha portato entusiasmo, vittorie, perchè è un giocatore che ha vinto dappertutto, e mentalità, perchè comunque è un gruppo giovane e quasi nessuno nella rosa del Milan ha vinto qualcosa di importante come lui. Con il sui carisma e la sua personalità ha trascinato gli altri; vedendolo giocare sembra un ragazzo di 27/28 anni e quando hai un elemento così nello spogliatoio puoi soltanto migliorare.

Tu che hai giocato la Coppa Uefa, oggi Europa League, secondo te i club italiani sottovalutano questa competizione?

“Questa è una manifestazione un po’ come la Coppa Italia, dove tutti partono con la mentalità di partecipare e basta, poi più vai avanti e più la vuoi vincere. E’ una competizione importante dal mio punto di vista che va presa con maggiore determinazione e poi vincere in Europa ti porta qualcosa di importante come il prestigio e la valorizzazione del club”.

Tu con la maglia del Napoli hai segnato in serie C1, B, A e in competizione europee ed è un record la maglia azzurra. Quanto ti ha formato, da uomo e da calciatore, la doppia parentesi con i partenopei?

“Tantissimo, lo dico sempre e con tanto piacere che giocare a Napoli non è come giocare in un posto qualsiasi; è una piazza dove ti fanno sentire un giocatore importante e non c’è distinzione tra chi gioca tanto e chi gioca meno. Se tu giochi nel Napoli sei amato per essere un calciatore del Napoli. Per me una piazza come Napoli non esiste”.

Siamo in ambito attaccanti, nella vostra agenzia c’è Ciccio Caputo.

“Sì, Ciccio è un punto di riferimento nella nostra agenzia per tutti i giovani, perchè ormai è sotto gli occhi di tutti la grande carriera che sta facendo, dove sta dimostrando quanto vale. La carriera di Ciccio penso che è un esempio per tanti giovani che hanno questo sogno”.

Sulle ultime dichiarazioni di Paquetà, quanto incide per i brasiliani il fatto di non avere amici in un contesto nuovo dove si ha tanta pressione?

“Paquetà veniva da un calcio totalmente diverso dal calcio europeo; ha fatto difficoltà ad adattarsi e a reggere le pressioni che aveva. A Milano non ha mai avuto un ruolo ben preciso, ha giocato dietro la punta, ha fatto la mezz’ala, poi l’esterno alto. Poi sul fatto che non abbia avuto nessun sudamericano accanto nei primi mesi veramente penso che sia stata una delle tante situazioni che non è combaciata con le qualità del calciatore”.

I 2 giocatori più talentuosi con cui hai giocato nella tua carriera da calciatore?

“Faccio subito, il primo Marek Hamsik per personalità, carisma e la facilità di trovare la posizione giusta in campo. L’altro ti direi il Pocho Lavezzi, era qualcosa veramente di eccezionale; pur non andando a mille negli allenamenti, la domenica riusciva a fare la differenza perchè aveva il dono delle doti naturali”.

Il ricordo più bello della tua carriera?

“Al di là dell’esordio che è il momento che tutti sognano da bambino, il ricordo più bello è la promozione in Serie A con il Napoli, dopo aver disputato una Serie B fantastica, e la partita in casa del Genoa dove c’era il gemellaggio tra le tifoserie. E’ stato un momento bellissimo perché venivamo dal fallimento dove non avevamo a volte neanche le attrezzature per allenarci”.

Ci parli un po’ della FEDELE MANAGEMENT eSPORT?

“E’ un progetto dove abbiamo dei players e ne abbiamo 7 che sono alle fase finale delle selezioni per vestire la maglia della Nazionale a giugno e in più uno dei giocatori si è qualificato anche alla Champions League che si disputerà a maggio, dove ci saranno soltanto 32 players. Stiamo facendo veramente bene ed è un progetto nel quale crediamo davvero, perchè ormai sappiamo bene che il mondo dei videogiochi è diventato davvero importante”.