Taglio stipendi calciatori – L’emergenza coronavirus è ancora molto seria in Italia ed in tutta Europa. Il ritorno alla normalità è ancora molto distante e si cominciano a fare anche i danni economici che si stanno creando ed arriveranno. È naturale che anche nel calcio si inizi a pensare al discorso economico ed i danni di questo stop forzato.

Taglio stipendi calciatori


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In particolare, in relazione ad i mancati introiti per il rinvio delle competizioni si fa strada anche l’ipotesi di decurtazioni degli stipendi dei calciatori. Su questo tema sono intervenuti sia Tommasi, presidente dell’Associazione calciatori, che Gravina, presidente della FIGC.

Secondo Tommasi: Mancati introiti, rinvio delle competizioni, cancellazione di eventi, contributi governativi, aiuti federali, sostegno delle istituzioni internazionali. Tutti questi elementi ci diranno quale sarà il ruolo dei calciatori. Il tema della sostenibilità del sistema calcio durante e dopo questa crisi globale è ovviamente tema di estremo interesse per tutti quelli che vivono in questo sistema, calciatori compresi. Tutti abbiamo l’interesse che l’equilibrio economico venga preservato e proprio per questo dobbiamo valutare tutti gli elementi del momento”. Queste le sue parole all’Ansa. Di seguito invece, le dichiarazioni a Radio24 del presidente della Federazione italiana:


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Abbiamo ipotizzato la partenza della Serie A per il 3 di maggio, per finire il 30 giugno. La partenza più ottimistica è quella del 14 aprile, la seconda è ai primi di maggio, l’ultima al 13 di giugno. Nella malaugurata ipotesi non dovessimo riuscire a finire entro fine giugno, chiederemo a Governo, Uefa e Fifa la possibilità di sforare 10-15 giorni nel mese di luglio”.

Gravina sui danni economici

Sui danni economici la federazione sta raccgliendo tutti i dati che le singole Leghe stanno elaborando. Noi sappiamo che esistono degli accordi di natura contrattuale. Per questo l’idea è quella di giocare affinché il danno sia limitato. Si parla di 170-200 milioni per arrivare, con il blocco dei tornei, fino a 700 milioni di danni effettivi”.

“E’ un momento di riflessione e su questo stiamo predisponendo una serie di richieste. Chiederemo una sorta di riconoscimento di forza maggiore per fare in modo che possa esserci la possibilità di rinegoziare anche al nostro interno alcuni contratti di mutualità. Il nostro mondo deve dare un segnale di autosostentamento e solidarietà interna. La Uefa sta organizzando un gruppo di lavoro per valutare l’impatto economico. Oggi dobbiamo recuperare un po’ di lucidità e tentare di maniera decisa su una diversa ipotesi di calendario. Se riparte il campionato italiano ripartono entusiasmo e speranza di tanti italiani che aspettano qualche sprazzo di luce”

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