Serie A, Gravina: “Si va verso partite a porte chiuse”

Serie A porte chiuse – L’emergenza Coronavirus è ormai una seria emergenza in Italia che ha colpito inevitabilmente anche il mondo dello sport. Anche la Serie A è stata oggetto delle restrizioni e delle decisioni del governo italiano circa la sospensione di tutte le attività che possano portare la diffusione del virus.

Coronavirus Serie A i provvedimenti e le possibili soluzioni

Serie A porte chiuse

Come vi avevamo anticipato ieri, la soluzione più plausibile al momento è quella di giocare le gare di Serie A a porte chiuse. La motivazione è molto semplice: rinviare le gare porterebbe ad una congestione pesante con problemi seri visto che Euro2020 incombe. Ci sarebbe in sostanza l’impossibilità di recuperare tante gare visti i tanti impegni.

La conferma dal presidente federale Gravina che ha fatto sapere: “Vogliamo dare supporto ai nostri campionati. Abbiamo deciso di stoppare tutto ciò che comporta spostamenti nelle zone critiche. Abbiamo chiesto che la sfida dell’Inter in Europa League si giochi a porte chiuse”.

Serie A porte chiuse

Le parole di Gravina riportate da Sportmediaset

Per quanto riguarda le decisioni la Figc verranno prese in base a quelle del Governo: “Senza creare allarmismi, abbiamo chiesto di coordinare nel migliore dei modi le varie ordinanze che vengono emesse a livello regionale. Si deve navigare a vista rispetto a questa aggressione, collaborando per ottenere i migliori risultati e da questo abbiamo preso le decisioni che riguardano il nostro mondo, per vivere sereni questi momenti. Siamo cosciente che potrebbero anche esserci misure più restrittive in futuro da un momento all’altro”.

Le richieste riguardano anche la Serie A: “Abbiamo chiesto di poter disputare a porte chiuse le sfide del massimo campionato – ha confermato Gravina -, cosa che dovrebbe accadere già dalla prossima giornata”.

Inter-Ludogorets si giocherà a Milano?
Sì.

C’è il rischio del blocco totale delle attività sportive?
Per il momento quello che emerge è una disposizione di sospensione delle manifestazioni sportive in alcune aree di Italia. Abbiamo dovuto diversificare le manifestazioni, da quelle aperte al pubblico e quelle no. Se ci sarà un peggioramento della situazione, attueremo le disposizioni governative. Navighiamo a vista con serenità.

La trasferta per i tifosi che provengono da zone contagiate è vietata?
Per il momento sì. C’è un divieto, ma non abbiamo parlato di rimborso biglietti. Sarà un aspetto economico importante da valutare, il Governo ha previsto una serie di risarcimenti.

Ipotizzabile un Juventus-Inter a porte aperte?
Sarei l’uomo più felice del mondo. A oggi mi sembra siano tutti allineati con la data del primo marzo per l’ordinanza governativa.

Nel resto del territorio nazionale si giocherà a porte aperte?
Ci atteniamo alle ordinanze e sono chiare, al di là del ricorso a porte chiuse o meno. La Lega Pro ha preso una decisione diversa dagli altri perché ha degli slot per gli infrasettimanali ancora disponibili.

Avete sul piatto possibilità alternative nel caso in cui non fosse sufficiente chiudere le porte al pubblico negli stadi?
Stiamo riflettendo. Stiamo cercando delle ipotesi che oggi non vale la pena affrontare.

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