Il semaforo di Milan-Sassuolo: da rivedere le scelte di Pioli

Semaforo pagelle Milan-Sassuolo: rossoneri che non blindano la seconda posizione e che domani rischiano di essere sorpassati dall’Atalanta.

Semaforo pagelle Milan-Sassuolo

ROSSO

Stefano Pioli. Siamo sempre stati dalla parte del mister, ma oggi pare sia andato in totale confusione. La scelta di Leao dall’inizio sorprende tutti, e ancor di più vedere Rebic a tratti prima punta. L’idea di far muovere i due sul fronte offensivo sarà pure carina, ma ha dimostrato di essere poco efficiente. Poi la mossa dell’auto K.O. arriva al 73′ con il doppio cambio: fuori il migliore (Calhanoglu) per inserire un giocatore molto più difensivo e fuori Rebic per Mandzukic. La doppia-domanda di tutti è stata: “Perchè proprio Calhanoglu? E perchè Rebic e non Leao?”. Sicuramente adesso saranno chiacchiere da bar, ma la “fissa” di Pioli per Leao continua ad essere incomprensibile.

GIALLO

Fikayo Tomori. Partita perfetta fino al 83′, perché in quel minuto il centrale commette un errore banale, non da lui; troppo spazio concesso a Raspadori per permettere al Sassuolo di andare in vantaggio e partita compromessa. Non è, comunque, una prestazione da “Rosso” dati i tanti interventi puliti e precisi, ma da un top come lui certi errori non ce li aspettiamo. Giù le mani da Fikayo.

Davide Calabria. Torna tra i convocati in un momento di emergenza e si ritrova in campo dal primo minuto. Si ritrova contro un avversario ostico ma lo tiene perfettamente; la sua condizione, però, non gli permettere di essere decisivo in fase offensiva, lasciando molto spesso Saelemakers senza sovrapporsi. La colpa non è del numero 2 rossonero, dato che non è ancora al 100%, ma per raggiungere la qualificazione in Champions, ci sarà bisogno del miglior Calabria.

VERDE

Hakan Calhanoglu. Il migliore per distacco, finalmente riesce a fornire una prestazione da grande giocatore qual è. Un gran gol da numero 10 da parte del numero 10, che illude momentaneamente i tifosi meneghini. Resta comunque il gran gesto tecnico e l’importanza del turco nella manovra offensiva del Diavolo. Chissà con un Calhanoglu così, con Ibra lì davanti come sarebbe andata a finire, ma siccome “con i se e con i ma la storia non si fa”, testa alla Lazio per centrare l’obiettivo stagionale.