Il semaforo di Juventus-Milan: Diaz cantato da De Gregori e Pioli l’indovino

Semaforo pagelle Juventus-Milan: prestazione perfetta dei rossoneri che si portano a +3 dai bianconeri con lo scontro diretto a favore; adesso i meneghini hanno il loro destino nelle proprie mani.

Semaforo pagelle Juventus-Milan

ROSSO (NERA)

Torino. 10 anni dopo il capoluogo piemontese si tinge di rossonero, con la truppa di Pioli che espugna per la prima volta l’Allianz Stadium grazie ad una prestazione memorabile. La Juventus in casa (in campionato) non perdeva dal 5 marzo 2011, anno in cui il Milan vinse il suo ultimo Scudetto. Quest’anno purtroppo non è andata così, ma i segnali per il futuro sono più che incoraggianti. Prima della battaglia i calciatori sono stati incitati da tantissimi tifosi e, adesso, come dei veri eroi, torneranno vincitori.

GIALLO

Zlatan Ibrahimovic. L’età dello svedese è ormai nota a tutti, ma è sempre più evidente come il Diavolo abbia bisogno di una prima punta per la prossima stagione. Che il numero 11 possa ancora fare la differenza quando è al top nessuno lo mette in dubbio, ma il fisico ormai diventa sempre più fragile giornata dopo giornata. La presenza di Zlatan si fa sentire sia in campo che fuori, ma ciò non toglie che Pioli necessita di una valida alternativa per il prossimo campionato; se quest’anno ha giocato appena 19 partite in campionato, l’anno prossimo quante ne farà? 

VERDE

Brahim Diaz. Qualità, dribbling e fantasia”, con questi tre aggettivi Fabio Capello ha descritto lo spagnolo, sottolineando le doti del classe 99′. Pioli decide di puntare su di lui in un big-match decisivo per la stagione e l’ex Real risponde presente, facendo anche la voce grossa. Tra le linee è una spina nel fianco per il centrocampo bianconero che non riesce a trovare mai le misure per fermarlo. Sigla il vantaggio con un gol capolavoro e si procura anche il calcio di rigore. “Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette” cantava De Gregori in “La leva calcistica del ’68”, e dopo questa sera vogliamo credere che sia rivolto a Brahim, con la speranza che possa rimanere consacrandosi definitivamente.

Stefano Pioli. Gli interpreti hanno sicuramente la loro importanza, ma la guida in questi casi è fondamentale; l’intuizione far partire dal primo minuto di Brahim Diaz in una partita così delicata, dimostra la grande preparazione del tecnico rossonero. Anche a partita in corso, dopo l’infortunio di Ibrahimovic, non inserisce il solito Leao prima punta, ma opta per Rebic che lo ripaga con un eurogol. Quest’anno le scelte a sorpresa del mister hanno quasi sempre avuto gli effetti sperati e mentre tutti restavano a bocca aperta lui portava a casa i risultati. Calabria mediano, Tomori per Romagnoli, Krunic trequartista, Calhanoglu esterno alto ed infine Brahim Diaz dal primo minuto quasi due mesi dopo, sono le mosse vincenti di Stefano Pioli, che a 3 giornate dalla fine può essere descritto con un semplice aggettivo: indovino.