Rangnick e la verità sul Milan: “Il Covid ha frenato tutto. Ammiro Ibra ma…”

Ralf Rangnick è tornato a parlare del suo mancato approdo al Milan, tra Covid, Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic. Il tecnico ha svelato tutta la verità ai microfoni de Il Corriere della Sera.

Rangnick sul Milan

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Credo che il Covid è stato decisivo. Il Milan mi aveva contattato ad ottobre, mi hanno sorpreso per la conoscenza del mio lavoro passato. Poi c’è stata l’interruzione e con la ripresa hanno ottenuto grandi risultati, 9 vittorie e 3 pareggi”.

Rangnick su Pioli

Confermare Pioli è stata la scelta più logica, abbiamo concordato fosse saggio non fare cambiamenti generali. Sul medio-lungo termine non so se si rivelerà azzeccata, è una risposta più complessa. Di sicuro non ho cambiato convinzioni e filosofia”.

Rangnick su Ibra

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Ammiro Ibra, che a 39 anni è ancora in grande forma fisica. Ma la mia filosofia prevede di formare i campioni, non di comprarli già fatti. I calciatori vanno cercati quando non li conosce quasi nessuno e quelli più esperti, che sono già nel club e hanno atteggiamento e mentalità convincenti, possono comunque migliorare attraverso il lavoro dello staff. Alla Red Bull abbiamo lavorato di continuo con e sugli scout. Sanno quali sono le caratteristiche che cerchiamo. Può capitare che un procuratore mi proponga un giocatore interessante, ma se è bravo davvero dovevamo già averlo notato noi”.