FIGC, il protocollo anti Covid19 sarebbe attuabile da soli 10 club di Serie A

Protocollo calcio covid19 – Il calcio italiano inizia a studiare le modalità ed i protocolli per riprendere gli allenamenti a partire da maggio. La FIGC ha, infatti, diramato ieri un comunicato con le definizioni di un protocollo di garanzia per la ripresa delle attività di calcio.

Protocollo calcio covid19
Gravina

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Un atto giusto e dovuto per farsi trovare pronti dinanzi ad una ripresa dei campionati. Di seguito quanto emerso dalla riunione:

Durante la riunione sono state presentate le linee guida che verranno integrate a breve dalle indicazioni degli esperti e dei rappresentanti delle componenti per definire il prima possibile il protocollo unitario definitivo“.

Nel confronto, inoltre, è emersa come raccomandazione che nella prima fase il “gruppo squadra” sia raccolto in un luogo “chiuso” (ad es. centri sportivi, di allenamento e simili), ovviamente sanificato e rispettoso di tutte le norme igieniche-comportamentali, anche per coloro che non appartengono al gruppo ristretto“.


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Si pensa in tal senso alla prospettiva di maxi-ritiri nei centri sportivi al fine di isolare e controllare atleti, staff tecnico ed addetti ai lavori. Questo sarebbe il modo più efficace per arrivare al “rischio zero” tanto auspicato, ma che chiaramente non trova il consenso dei protagonisti.

La cosa più interessante è che secondo Tuttosport, solo 10 club di Serie A sarebbero in grado di perseguire questa strada e permettersi il rispetto di tutto il protocollo. Tra questi club ci sarebbero: Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Napoli, Atalanta e Parma.

Le altre – oltre alla maggior parte dei club di B e C – dovrebbero seguire strade alternative. Per questo motivo sono allo studio due protocolli alternativi:

  • Uno per chi decide di far dormire i giocatori in hotel vicini ai centri di allenamento;
  • Un secondo per chi decide di far tornare i giocatori a casa ogni sera.

Queste due soluzioni non convincono però l’associazione dei calciatori. Se ne riparlerà nella prossima riunione, in programma martedì 14 aprile, quando si discuterà anche dei protocolli validi per il giorno della partita, negli stadi a porte chiuse

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