Sacchi a DAZN: “È il modo in cui vinci che fa la storia”

Sacchi Maldini dignità

Intervista Sacchi a DAZN, l’ex allenatore del Milan ha ripercorso alcune fasi della sua strepitosa carriera costellata di successi con i rossoneri.

Intervista Sacchi a DAZN

“Il ring più bello sul quale ho combattuto? È stato Wembley. Siccome né io, che ero l’unico giustificato, né i giocatori del Milan avevano mai vinto una Coppa dei Campioni. Chiesi alla società di organizzarmi una mini Coppa dei Campioni. Quando facemmo questo torneo insieme ad Arsenal, Tottenham e Bayern Monaco capivano tutto quello che facevamo. Una vera gioia, quando facevamo gli incroci, quando facevamo i blocchi, quando venivamo su ci accompagnavano, era uno spettacolo”.

“La sfida che non vedevi l’ora di giocare? Tutte. Il discorso che ha fatto svoltare il match? Forse a Napoli in una partita decisiva per lo scudetto, chi vinceva diventava campione d’Italia. Maradona pareggiò al 46′ su punizione. Nello spogliatoio io non parlavo mai per 6-7 minuti, vidi i giocatori con le mani nei capelli e dissi: ‘Sono talmente sicuro di vincere che metto un altro attaccante’. Mandai in campo Van Basten al posto di Donadoni”.


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“Le critiche peggiori le ho ricevute quando sono arrivato in Serie A: il ‘Corriere della Sera’ mi dava del nessuno, ma al primo colpo abbiamo vinto il campionato, al primo colpo abbiamo vinto la Coppa dei Campioni, al primo colpo abbiamo vinto la Supercoppa Europea, al primo colpo abbiamo vinto la Supercoppa Italiana, al primo colpo abbiamo vinto la Coppa Intercontinentale. Ma quello che conta, ricordatevi tutti: vincere possono vincere tutti, è il modo in cui vinci che fa storia”.

“Tutte le sconfitte mi hanno fatto male, tutti pensano che io dica il Mondiale… no, perché meritavano di più loro. Finché questo paese non capirà il merito sarà un paese ignorante. Se ho mai pensato di mollare nella mia carriera? Io quando arrivai al Parma firmai per un solo anno pensando di smettere l’anno successivo, perché ci stavo rimettendo la salute. Il vero successo è quando tu non devi rimpiangere nulla e quando uno ha dato tutto quello che può dare non ha rimpianti. Sono felice”.


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