Ielpo su Maignan: “Sembra che copra la porta meglio di Donnarumma”


Intervista Ielpo Liverpool-Milan: 
l’ex portiere ha rilasciato un’intervista a TuttomercatoWeb parlando del ritorno dei rossoneri in Champions e delle sue impressioni sul nuovo portiere del Diavolo.

Intervista Ielpo Liverpool-Milan: “tre errori importanti da parte dei rossoneri”

Sulla partita: “il Milan all’inizio ha rischiato di essere travolto dai ritmi del Liverpool, ma non dalla tecnica. Ho sentito e letto di gap tecnico ma io, francamente, questo gap non l’ho visto. Qualche giocatore del Milan non era pronto, si è fatto trovare un po’ impreparato. Abbiamo visto Kjaer e Tomori all’altezza della situazione, gli altri un po’ più timidi. Poi con due azioni di grande tecnica il Milan ha fatto due gol incredibili. Il problema è che ci sono sono stati tre errori clamorosi”.

LE PAROLE DI HENDERSON DOPO LA PARTITA CON IL MILAN

Sui tre errori commessi dai giocatori rossoneri durante la partita: “Il primo che non ha detto nessuno è stato quello di Theo Hernandez sul calcio d’angolo, lì non puoi andare in fuorigioco e se vai sul’1-3 è un’altra partita. Il gol di Salah ci può anche stare, magari dovevano essere un po’ più furbi. Sul 3-2, infine, la respinta lì non aveva alcun significato, era una palla bassa. Questi tre errori hanno cambiato la partita. Poi nel finale i cambi del Milan non sono stati decisivi, anche perché già davanti c’erano assenze importanti e Pioli non ha potuto mettere dentro ricambi all’altezza”.

Su Maignan: “Dà l’impressione di coprire la porta anche più di Donnarumma. Già Donnarumma dava questa impressione ma lui sembra la dia ancora di più”.

Chiusura sul gol subito da Salah: “Sicuramente doveva stare un po’ più avanti. Però quella era una palla trabocchetto, Salah ce l’aveva sempre un po’ a portata di tiro il pallone e magari, fosse uscito Maignan, avrebbe anticipato la conclusione. Dopo il rimbalzo doveva fare un passo avanti e sperare che gli tirasse addosso, ma quelle palle lì sono micidiali. La furbata io la vedevo sull’uno-due: fare un fallo, un tocco, evitare insomma quello scambio…”.